
In sintesi
Per pubblicare un’app servono un account sviluppatore su Apple (abbonamento annuale) e su Google Play (pagamento una tantum), una scheda con nome, descrizione, icone e schermate, un’informativa privacy raggiungibile online e le informazioni sui dati raccolti. Poi l’app passa una revisione, più rigorosa su Apple.
Gli account sviluppatore
Conviene intestare gli account alla tua azienda, non a chi sviluppa: così l’app resta tua qualunque cosa succeda. Per le aziende Apple richiede di solito un identificativo D-U-N-S, gratuito ma da richiedere per tempo.
La scheda sugli store
- nome e sottotitolo chiari, con le parole che le persone cercano;
- descrizione che spiega cosa fa l’app e per chi;
- icona e schermate nelle dimensioni richieste da ciascuno store;
- categoria, classificazione per età e contatti di supporto.
Privacy e dati
Entrambi gli store chiedono di dichiarare quali dati l’app raccoglie e perché, e di linkare un’informativa privacy. Le dichiarazioni devono corrispondere a quello che l’app fa davvero, compresi gli strumenti di terze parti come le statistiche.
La revisione
Apple controlla ogni versione prima della pubblicazione; Google applica controlli automatici e manuali. Le cause di rifiuto più comuni sono funzioni che non funzionano, contenuti di prova rimasti nell’app, informative mancanti e richieste di permessi non giustificate.

